Ci sono ferite che non lasciano cicatrici sulla pelle, ma modificano il modo in cui esisti.
La ferita da umiliazione si attiva tra il primo e il terzo anno di vita, nel rapporto col genitore che si occupa del tuo sviluppo fisico — quasi sempre la madre. Si attiva quando ti è stato impedito di esplorare il mondo a modo tuo, quando sei stata controllata, trattenuta, corretta. Quando la libertà ti è sembrata una colpa.
Da lì, hai imparato a non chiedere, a non disturbare. Hai messo da parte i tuoi desideri e i tuoi bisogni per diventare una “brava persona”. Sempre pronta a renderti utile, generosa, disponibile.
Così nasce la maschera del masochista: ti dimentichi di te per pensare agli altri.
Ma non lo fai solo per bontà: lo fai per paura della vergogna, del giudizio, dell’umiliazione.
Hai costruito attorno a te un personaggio che si carica di tutto e tutti, anche di chi non rispetta i propri impegni, anche quando nessuno te lo ha chiesto. E così facendo, rinunci a te stessa e, ancora una volta, alla tua libertà.
Ti convinci di non essere degna se non nel sacrificio. Ma dentro di te vive una donna sensuale, viva, che desidera esprimersi con autenticità.
Solo che non glielo permetti. Perché hai imparato a vergognarti del piacere, del desiderio, del corpo.
Ti punisci credendo di punire l’altro. Ti premi con il cibo, poi ti giudichi.
Ti senti “infima”, “sudicia”, “senza cuore”. Ma sono solo convinzioni acquisite, non verità.
🌿 La guarigione inizia quando smetti di metterti da parte. Quando impari a chiederti: “Cosa voglio davvero?”. Quando dici un no sincero invece di un sì sofferto.
✨ Non sei qui per servire.
✨ Sei qui per essere. E tanto basta.
Se vuoi iniziare a lavorare sulla tua ferita da umiliazione e tornare la protagonista della tua vita, contattami, sono lieta di accompagnarti.

























