Ti è mai successo, nel bel mezzo di un percorso di crescita, di provare un fastidio improvviso, un senso di chiusura o addirittura un leggero risentimento verso la persona che ti sta accompagnando?
A volte senza un motivo chiaro.
A volte con la sensazione che quella presenza abbia toccato un punto delicato, risvegliato un ricordo, o riportato alla mente qualcuno del tuo passato.
Molte donne mi raccontano di aver vissuto qualcosa di simile in esperienze precedenti con altri professionisti. E ciò che descrivono ha un nome preciso: transfert.
Cos’è davvero il transfert?
Il transfert è un meccanismo psicologico naturale: accade quando, senza rendercene conto, proiettiamo sul consulente emozioni, bisogni o ferite legate a relazioni passate.
Succede spesso quando dentro di noi c’è qualcosa che non si sente pienamente riconosciuto o accolto — un dolore antico, una mancanza, un desiderio mai ascoltato.
Le figure che hanno rappresentato autorità, accudimento o amore nel nostro passato (genitori, partner, insegnanti, persone significative) diventano inconsciamente un modello attraverso il quale leggiamo anche le relazioni presenti.
Così, il professionista che ci accompagna oggi può diventare lo specchio di dinamiche interiori che chiedono attenzione.
È importante ricordarlo: il transfert non è un errore, non è qualcosa di cui vergognarsi.
Anzi, può trasformarsi in un ponte prezioso verso una comprensione più profonda di ciò che ancora vive dentro di te.
Quando il transfert si attenua?
C’è però un aspetto fondamentale: il transfert diminuisce in modo significativo — fino quasi a scomparire — quando chi ti accompagna è davvero presente.
Quando dall’altra parte trovi:
empatia reale,
ascolto senza giudizio,
capacità di contenere ciò che emerge, anche quando è scomodo,
delicatezza nel toccare temi sensibili,
rispetto per i tuoi tempi, i tuoi silenzi e le tue emozioni.
Perché questo fa la differenza?
Perché ogni emozione trova il suo posto.
Perché ogni vissuto viene trattato con rispetto, senza minimizzarlo, senza interpretarlo troppo, senza portarti dove non sei pronta ad andare.
Perché la presenza autentica crea sicurezza, e la sicurezza scioglie le proiezioni.
Il mio intento ogni volta che lavoriamo insieme
Io credo profondamente che ogni emozione abbia valore.
Credo che meriti di essere vista, accolta e onorata.
E ogni volta che entri nel mio studio o ti colleghi online con me, il mio intento rimane sempre lo stesso:
offrirti uno spazio dove sentirti davvero compresa, mai giudicata.
Uno spazio in cui puoi alleggerire il cuore, ritrovare chiarezza e uscire con la sensazione che qualcosa dentro si sia mosso, che un passo avanti — anche piccolo — sia stato fatto.
Perché non esiste trasformazione senza ascolto profondo.
E non esiste accompagnamento autentico senza la scelta consapevole di esserci, davvero, con tutto il cuore.

























